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L’Associazione
“MIMA” ha la finalità di prevenire e combattere, con tutti i
mezzi leciti e le modalità ritenute più adatte, la violenza morale
compiuta durante lo svolgimento della attività lavorativa dalla
quale l’Essere Umano trae il proprio sostentamento materiale e
morale.
L’Associazione
si prefigge di combattere, mediante l’informazione, la
prevenzione, il sostegno e la solidarietà, tutti quei comportamenti
che, prevaricando con ingiustizia l’Essere Umano, gli impediscono,
anche con danno per l’intera collettività, sia di svolgere
dignitosamente il proprio lavoro, sia di potenziare ed applicare al
massimo livello le proprie doti intellettuali e morali.
L'Associazione
si ispira ai principi della “Costituzione Italiana” e si
richiama alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”
delle Nazioni Unite.
In
particolare, l’Associazione “MIMA” intende opporsi al fenomeno
denominato “MOBBING”, noto anche in campo internazionale, ovvero
alle sue varie forme attuative.
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Anche in Italia i
mobbizzati si sono organizzati e costituiti in associazione decidendo
di uscire dalla silenziosa categoria di vittime, di malato, nella
quale fino ad oggi si era tentato di circoscriverli e rinchiuderli per
rendere inefficace e socialmente irrilevante non solo la protesta e la
richiesta di rispetto di un diritto privato quale è quello del lavoro
ma, soprattutto, per neutralizzare la forte carica di denuncia di
comportamenti illegittimi che la condizione di mobbizzato sempre
sottende.
L’azione
del mobbing, che si pone come fatto grave lesivo dei diritti del
singolo lavoratore, danneggia l’azienda per una ridotta efficienza e
produttività e nuoce all’equilibrio sociale per le conseguenze sul
piano sanitario ed assistenziale, che inevitabilmente comporta.
Dalla
presa di coscienza di questa realtà e dalla consapevolezza che ne
consegue nasce nel 1999 il MIMA, Movimento Italiano Mobbizzati
Associati.
L’Associazione
si propone di perseguire due diversi e complementari obiettivi
primari: uno verso gli associati ai quali intende offrire assistenza e
servizi con una azione quasi di “tutor” affiancandoli nel percorso
della difesa, anche legale, della propria dignità, professionalità e
del posto di lavoro oltre che nell’opera di recupero psicofisico
che, spesso, si rende necessaria in situazioni di grande stress come
quelle descritte; dall’altro lato, si propone di contribuire,
collaborando con tutte le istituzioni preposte, alla conoscenza ed
identificazione del fenomeno e a promuovere una legislazione di tutela
che ponga l’Italia al pari, in materia, con le nazioni più
avanzate, come ad esempio la Svezia in cui le disposizioni
“antimobbing”sono entrate in vigore fin dal marzo 1994
considerando il mobbing reato perseguibile penalmente.
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