Il mobbing visto dall'INAIL
Il 10 ottobre 2003 l’INAIL ha presentato il suo stato dei lavori per il riconoscimento del mobbing quale malattia professionale.
Il prof. Giuseppe Cimaglia, Sovrintendente medico generale INAIL, ha diffuso dei dati che sono il sintomo dell’inutilità di rivolgersi all’INAIL. In particolare sono state presentate alla Direzione Generale INAIL, attualmente unica deputata a ricevere tali domande, 196 casi; di questi solo 23 sono stati accolti favorevolmente. A tale proposito è bene ricordare che solo 7 lavoratori dell’ILVA di Taranto sono stati risarciti tra tutti quelli riconosciuti dal Tribunale di Taranto.
L’INAIL ha suddiviso le patologie da mobbing tra lievi e gravi; per le lievi è riconosciuto un danno biologico del 6% mentre per le gravi del 15%. Se si considera che le norme generali dell’INAIL prevedono una franchigia di 10 punti si avrà il risultato che per i casi gravi si indennizzano solo il 5% mentre per gli altri casi non vi è alcun indennizzo.
Alla luce di tali fatti il MIMA sconsiglia vivamente di rivolgersi all’INAIL, salvaguardando, in tale modo, il pieno diritto di vedere riconosciuto l’intero indennizzo dovuto dai tribunali competenti.
E’ sempre più impellente ottenere una legge che ci protegga, legge che neanche in questa legislatura pare abbiano intenzione di emanare. Hanno fatto una legge per proteggere i cani non vogliono farne una per proteggere i lavoratori dal mobbing. Riteniamo che sia sempre più necessario lavorare uniti per fare valere i nostri diritti.